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Escursione a cima Comer dal rifugio Aplini Briano

Escursione a Punta Larici da Limone del Garda

Escursione sul monte Baldo da malga Prà Alpesina

L’inizio dell’escursione che vi porterà sul tetto del lago di Garda

L’escursione verso il Monte Baldo inizia dal parcheggio della funivia Prà Alpesina, facilmente raggiungibile in auto e ben segnalato. Qui si può lasciare la macchina e prepararsi a imboccare il sentiero che porta verso la dorsale del Baldo.

il parcheggio per l'escursione da malga seggiovia prà alpesina al monte Baldo
l'inizio del sentiero che porta alla cima del monte Baldo

Il sentiero

Dal parcheggio della funivia Prà Alpesina ci si avvia a piedi fino all’incrocio che si trova di fronte alla Malga Prà Alpesina. Qui bisogna girare a sinistra, imboccando la Strada Provinciale 3.
Dopo pochi metri, sul lato destro, si trova l’imbocco del sentiero che porta verso il Monte Baldo. Il punto non è segnalato, quindi è importante prestare attenzione per individuarlo: si tratta di un accesso discreto, che può passare inosservato a chi non lo conosce.
Da questo punto inizia l’escursione vera e propria, che si sviluppa lungo prati e pendii aperti, con panorami sempre più ampi man mano che si sale verso la dorsale del Baldo e il suo celebre punto panoramico sul Lago di Garda.

Pendenze importanti

Dall’inizio del sentiero, il tracciato si sviluppa seguendo in parte le piste da sci del Monte Baldo, che d’estate si trasformano in ampi prati e pendii aperti. Questo rende il cammino facilmente riconoscibile e panoramico, con ampi spazi che accompagnano l’escursionista verso la dorsale.
In alcuni tratti la pendenza diventa più marcata, ma rimane comunque alla portata di chi ha un minimo di allenamento. Sono salite che richiedono un passo regolare, ma la fatica è ampiamente ripagata dalla vista che si apre man mano che si guadagna quota.
Il percorso alterna tratti più dolci a salite decise, offrendo un’esperienza varia e coinvolgente, ideale per chi cerca un’escursione di media difficoltà con panorami spettacolari sul Lago di Garda.

il sentero che conduce al monte Baldo da prà Alpesina.
la dorsale del Monte baldo per l'articolo su cosa fare e cosa vedere sul lago di Garda

Il valico e la vista sul Monte Baldo

Superata la salita, si raggiunge il valico: un punto chiave dell’escursione, dove la fatica lascia spazio alla meraviglia. Qui il paesaggio si apre improvvisamente e regala una prospettiva unica sull’intero Monte Baldo.
Davanti agli occhi si distende la dorsale del Baldo, con le sue linee morbide che corrono verso nord e sud, mentre poco più in basso si scorge l’arrivo della funivia Malcesine–Monte Baldo, collegamento diretto con il lago. La vista è ampia e luminosa: da un lato il Garda scintilla come un mare alpino, dall’altro le cime si rincorrono all’orizzonte.
Il valico diventa così un punto di sosta naturale, ideale per respirare profondamente e lasciarsi avvolgere dalla sensazione di trovarsi sospesi tra cielo e terra. È il momento in cui l’escursione rivela tutta la sua bellezza, trasformando il cammino in un’esperienza indimenticabile.

Il punto panoramico

Proseguendo lungo la dorsale del Monte Baldo, il sentiero conduce al punto panoramico principale. Qui la vista si apre in tutta la sua ampiezza e regala uno spettacolo unico sul Lago di Garda settentrionale, fino a Riva del Garda.

L’acqua del lago appare come una distesa luminosa, che riflette i colori del cielo e contrasta con le montagne che lo circondano come un anfiteatro naturale.

Il punto panoramico è perfetto per una sosta: un luogo dove rilassarsi, scattare fotografie e godere della sensazione di trovarsi sospesi tra cielo e acqua, con uno dei panorami più celebri e suggestivi di tutto il Garda.

La vista dalla cima del monte baldo per l'escursione al monte Baldo per l'articolo su cosa fare sul Lago di Garda
Parapendisti sul monte Baldo per l'articolo sull'escursione al Monte Baldo

Vele nel vento sopra il Garda

Dal punto panoramico del Monte Baldo si assiste spesso a uno spettacolo emozionante: le partenze dei parapendisti. Con le loro vele colorate, si lanciano verso il lago trasformando il cielo in un palcoscenico vibrante. È un’esperienza suggestiva da osservare, che aggiunge un tocco di avventura e movimento al paesaggio già straordinario.
Molti visitatori si fermano proprio per ammirare questi decolli, che regalano fotografie e ricordi indimenticabili.

La valle delle cartiere

LA VALLE DELLE CARTIERE

Nei dintorni di Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del lago di Garda, è possibile visitare la splendida Valle delle Cartiere. È uno degli ambienti più originali nel territorio del Parco Alto Garda Bresciano e una delle più interessanti aree archeologico-industriali in Italia.

Il paesaggio è molto suggestivo e caratterizzato da una folta vegetazione, dai resti delle cartiere immerse nel verde e da forre (gole strette tra pareti rocciose ripide) incise dal corso d’acqua del fiume Toscolano. L’unione tra quello che rimane delle cartiere e la vegetazione offre ai visitatori un paesaggio affascinante, un eccellente connubio tra storia e natura.

Dal punto di vista geologico la Valle si distingue per la presenza di ripidi versanti e strette forre frammiste ai ruderi e agli spazi che un tempo appartennero all’industria. Il suo fascino indubbio è legato anche alla ricchezza e alla varietà della vegetazione, agevolata da un clima mite e favorevole.

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Gli scavi

Nelle località di Gatto, Maina Superiore e Maina di Mezzo è possibile visitare i resti di alcuni edifici da carta. Appartengono a tre differenti cartiere che presentano caratteristiche comuni e sono un esempio di strutture industriali costruite dal XV al XIX secolo. È possibile osservare intere serie di vasche in pietra per la battitura degli stracci tramite magli e di altre strutture legate al ciclo artigianale della lavorazione della carta.

Il museo della carta

Il Museo della Carta è stato allestito all’interno della vecchia fabbrica della carta di Maina Inferiore, caduta in disuso nel 1962.

All’interno dell’esposizione i visitatori vengono coinvolti in pieno nella storia e nell’importanza che la carta ha nella vita di oggi e dei secoli scorsi.

Il Museo è diviso in due sezioni: la prima è dedicata alla storia della produzione della carta con reperti descritti anche in inglese e in tedesco. La seconda è dedicata alla carta ai giorni nostri, dall’industrializzazione alle evoluzioni delle tecniche cartiere.

Il percorso che si segue all’interno del museo è strutturato con diversi pannelli esplicativi oltre che con supporti video e macchinari storici d’epoca che fanno capire in modo chiaro l’evoluzione del mondo delle cartiere. 

Durante i mesi estivi è possibile raggiungere il museo con un trenino turistico.

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Il museo della carta nella valle delle cartiere

LA CHIESETTA DI LUSETI

In località Luseti, dove esistevano cinque fabbriche di carta, nel XVI secolo venne costruita una chiesetta dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, patroni degli operai addetti al funzionamento dei folli delle cartiere. Al suo interno è possibile ammirare pregevoli decorazioni a stucco, recentemente restaurate.

STORIA DELLA VALLE DELLE CARTIERE

La tradizione cartaria della zona di Toscolano iniziò agli albori del 1300: risale infatti al 1381 un documento notarile in cui si stabilivano precise norme e regolamentazioni per l’utilizzo dell’acqua del fiume da parte dei vari possidenti di cartiere lungo il fiume.

Tra i primi fabbricatori si annoverano i frati domenicani che costruirono due cartiere funzionanti fino al 1772. Bonificarono inoltre parte del territorio tuttora esistente. La materia prima utilizzata erano gli stracci e il cotone di scarto, in seguito venne utilizzato anche il lino per assicurare alla carta maggiore lucentezza.

A partire dal 1470 circa le cartiere della valle ebbero il primato di una produzione di qualità insuperata, tanto da raggiungere anche il mercato dell’Oriente. La carta prodotta in questo luogo veniva inoltre utilizzata per redigere gli atti ufficiali dei vari governi dell’Italia settentrionale e per i decreti dei sultani turchi. Nel Cinquecento l’intero corso del fiume Toscolano era occupato da decine di fabbriche che si susseguivano da fondovalle fino a località Camerate.

Questo periodo florido si interruppe bruscamente a metà del XVII secolo a causa dell’epidemia di peste che portò al collasso la quasi totalità dell’attività cartaria.

Le cartiere vennero abbandonate fino agli inizi del Settecento, periodo in cui si assistette a un ripopolamento della zona. L’attività della produzione cartaria riprese ma molte cartiere fallirono in quanto molti cartai erano troppo legati ai metodi artigianali, ormai superati, ed erano restii a introdurre macchinari innovativi.

Alcuni imprenditori però avviarono la modernizzazione delle loro cartiere e nell’Ottocento le adattarono all’utilizzo dell’energia elettrica in sostituzione alla forza motrice dell’acqua. Spostarono così i luoghi di produzione in prossimità del lago, in una posizione più strategica per i collegamenti e i trasporti. Questo provocò inevitabilmente uno spopolamento della valle e un suo conseguente declino.

Nell’Ottocento la Valle venne completamente abbandonata fino alla decisione di effettuare gli scavi per portare alla luce i suoi antichi tesori.

A oggi la Valle è un sito di archeologia industriale di notevole interesse: dal 2002 al 2006 l‘Università di Padova ha condotto annualmente campagne di scavo atte a riportare in luce alcuni edifici da carta situati nelle località di Gatto, Maina Superiore e Maina di Mezzo. 

il canyon formato dal fiume Toscolano valle delle cartiere escursione trekking passeggiata cosa fare cosa vedere lago di garda toscolano maderno

Curiosità

La leggenda narra che una barca naufragò nel Garda, il vento spezzò l’albero e portò la vela a incassarsi in una insenatura di Toscolano. La forza delle onde ridusse la vela in poltiglia ma l’esposizione al sole tornò a darle consistenza. Quando gli abitanti del luogo si resero conto che quel materiale era adatto alla scrittura fondarono la prima cartiera..

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