Sulla sponda bresciana del lago di Garda è presente la bellissima località di Sirmione.
Entrando nel paese si rimane subito colpiti dal Castello Scaligero, che porta i visitatori in un’atmosfera d’altri tempi con le sue mura massicce, le sue torri e le sue merlature a coda di rondine.
È completamente circondato dalle acque del lago e prevede l’accesso ai suoi spazi interni attraverso cortili, camminamenti e percorsi che permettono di ammirare un bellissimo panorama e un eccellente esempio di architettura scaligera.
Il Castello è stato costruito alla fine della lunga e stretta penisola che dall’entroterra si spinge in mezzo al lago. Va a definire la parte finale di una lingua di terra che porta i visitatori al centro del lago di Garda, regalando l’emozione di una vista unica da una posizione insolita.
Visitando la zona non si può escludere questa località, un luogo da fiaba che accoglie i visitatori con scorci poetici.


Un tempo si poteva accedere al Castello sia dall’esterno del centro abitato sia dal paese di Sirmione tramite ponti levatoi, oggi è possibile entrare solo dall’interno del borgo.
Varcando la grande porta del Castello, si accede a un cortile rettangolare circondato da alte mura e da torri angolari. Le possenti mura danno la possibilità di osservare la tecnica di costruzione che unisce l’utilizzo dei mattoni con le pietre provenienti dalla vicina collina di Cortine.
È possibile visitare l’ingresso ai sotterranei e i resti murari del Monastero di San Salvatore, di epoca longobarda.
Proseguendo la visita un grande portale ad arco introduce a un rivellino (fortificazione indipendente dalla cinta muraria) e a un primo ponte levatoio, entrambi sono collegati da un corridoio che conduce a un secondo ponte levatoio.
Ai lati del corridoio si aprono gli ingressi al cortile della Darsena (antico rifugio della flotta scaligera) e del secondo cortile, dove una scala di centoquarantasei gradini conduce a un lungo camminamento di ronda e a una postazione di guardia.
Un portico interno offre la possibilità di visitare un lapidario (raccolta di sassi, pietre, rocce) romano e medievale. Inoltre in questa parte del Castello è stata allestita una breve mostra in cui su alcuni pannelli sono riportate le informazioni più importanti riguardanti il luogo.
Da qui è possibile raggiungere la cima del mastio, la torre più alta del Castello.
Nel Castello sono presenti alcuni semplici elementi decorativi, come le picche o le pigne in pietra poste sui camminamenti.
Proseguendo lungo il percorso si raggiunge l’interno della Torre Angolare che conduce ad alcuni camminamenti, decorati con i tipici merli ghibellini a coda di rondine. È possibile accedere a ulteriori camminamenti sulle mura da dove si ammira la Darsena in tutta la sua completezza.
Dal 2018 è possibile visitare la Darsena. Durante il Medioevo questa era costruita interamente in legno, quindi quella che possiamo osservare oggi è una ricostruzione a opera della Repubblica di Venezia sul modello dell’Arsenale di Venezia.


La zona della penisola e dell’isola di Sirmione cominciò a essere abitata a partire dall’antica Età del Bronzo (II millennio a.C.) e tra il IV e il I secolo a.C. fu popolata dai Galli cenomani.
Le tracce archeologiche più recenti risalgono all’epoca romana quando l’importanza di Sirmione è testimoniata dalla presenza in quel periodo di una mansio, ovvero una stazione di posta (una sorta di piccolo albergo) costruita lungo una delle strade principali dell’Impero Romano. Ospitava i viaggiatori che si recavano da Verona a Brescia o viceversa.
Il Castello risale al 1278 circa ed è stato fatto costruire da Mastino I della Scala, signore di Verona, sui resti di un’antica fortificazione romana.
Era un punto nevralgico del sistema scaligero di difesa e di controllo del lago di Garda grazie alla sua collocazione territoriale di confine, in mezzo al lago.
Il Castello con la sua Darsena è un raro caso di fortificazione destinata solamente a uso portuale. Il castello infatti non veniva utilizzato come luogo residenziale.
Le mura e le tre massicce torri maggiori presentano una merlatura a coda di rondine, caratteristica peculiare delle costruzioni scaligere. Dietro queste torri si erge l’imponente mastio, altro 47 metri, sotto al quale si trovavano le celle destinate ai prigionieri. Per aumentare la capacità di difesa del Castello a metà del 1300 furono aggiunti due cortili e una fortificazione indipendente, collegata tramite barbacane (struttura difensiva antemurale) a quella precedente.
Nel 1405 Venezia annette Sirmione alla sua Repubblica e inizia un’opera per ammodernare e migliorare la capacità di difesa del Castello. Irrobustisce le mura e amplia l’ormai obsoleta Darsena degli scaligeri. Su un lato della Darsena viene costruito un fossato esterno che sfocia direttamente sul lago.
Il Castello come lo possiamo ammirare oggi fu definito nel corso di un lavoro di restauro effettuato tra il 1917 e il 1935.


Il luogo è assai suggestivo e può portare il visitatore in un mondo antico e fiabesco. A proposito di questo è nota una leggenda sul Castello: quella di Ebengardo e Arice.
In un tempo lontano e indefinito viveva nel Castello il giovane Ebengardo con la sua innamorata Arice. I due trascorrevano il loro tempo serenamente tra le acque del lago. Un giorno però arrivò al Castello Elalberto che chiese riparo durante una tempesta notturna. La coppia lo ospitò volentieri, ma Elalberto rimase immediatamente colpito dalla bellezza di Arice. Nel cuore della notte dunque raggiunse la camera della ragazza per abusare di lei. Arice cominciò a gridare spaventata ed Elalberto la pugnalò. Ebengardo si svegliò a causa delle grida dell’amata, corse nella sua stanza e la trovò in fin di vita. Accecato dalla rabbia, sottrasse il pugnale e Elalberto e lo uccise. La leggenda narra che ancora oggi nelle notti di tempesta si possa vedere l’anima di Ebengardo vagare per il Castello alla ricerca della sua Arice.
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